Scarponi interiori

È un’aquila o un aliante, quel puntino che buca le nuvole senza sbattere le ali? Dopo tanto guardare i passi bucare il sentiero, è facile confondersi alzando lo sguardo. Fango, sfasciumi di roccia, nevai e prati, radici e aghi di pino. Tra realtà e immaginazione abbiamo calpestato i nostri , scivolando sulle foglie bagnate dei ̀ . La valle del Bitto ci regala ogni metafora possibile, starà a noi raccoglierle e cucirle sulla forma delle nostre esperienze. Il bollettino del “Meteo interiore” fotografa il tempo presente, senza alcuna previsione di passaggi temporaleschi – che poi avverranno davvero – ma di ricordi che risalgono dallo stomaco per spremersi e raccogliersi negli occhi lucidi. 

Il fischio di una marmotta avvisa l’Alpe Pedroria del nostro arrivo, lei che contro ogni regola commerciale – proprio nella Valle del Bitto – buca la montagna . Uno sguardo scavato dentro la roccia, uno timoroso al cielo e all’aquila che passa. Noi osserviamo il territorio e i simboli che ci propone, in mano una cartina da interpretare, una bussola da maneggiare e uno stimolo da leggere e condividere – Quale “caduta interiore” rievoca in voi questo ambiente?

Al rifugio Piazza scoppietta la stufa, dando il via al ’ che amalgama i rapporti, spogliandoli del superfluo per condensarli di significato. Che serve per l’autenticità?  Scoppietta di nuovo la stufa e dalla cucina scappa profumo di pizzoccheri e spezzatino, nascondendo le nostre gambe sotto ai tavoli come marmotte stanche. 

La risalita al Monte Lago mette alla prova la nostra resistenza e ci interroga sugli scarponi che indossiamo. Una scarpa “tutto tacco” per avere slancio quando il terreno si fa impervio, un puntalino pronunciato per prevenire e anticipare i pericoli, occhielli enormi per stringhe lunghissime e relazioni che ci “tengono insieme” quando rischiamo di slegarci. Nel , si scambiano abbracci con imbottiture e sguardi compassionevoli con lamine impermeabili.

Verso la cima camminiamo piano, lasciando alla vista la brama di correre lontano. Il passo-pensiero calpesta il sentiero, sopra un aliante che vola, sotto una marmotta trafora.

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